Il Bramito dei Cervi

Il bramito dei cervi è uno dei suoni più emozionanti che mi sono mai capitati nelle mie esperienze in montagna.

Qualcuno potrà chiedersi: ma che si prova di così affascinante nell’ascoltare un animale che emetto un verso cupo e forte?

Probabilmente la risposta non la troverete scritta in questa pagina, perché la riposta è un’emozione astratta, è qualcosa che viene da dentro, che colpisce soggettivamente una persona, che ti può lasciare indifferente come può farti innamorare.

Io sono di parte, è vero. Il cervo è il mio animale preferito, ma questo rituale d’amore e di forza, di dominio e di potenza, è qualcosa di magico, fiabesco.

Per ascoltarli prediligo sempre le valli poste sul Lago di Como, sopratutto quelle dell’alto Lario comasco. Valle Albano, Val Varrone, Val Sanagra e Val Cavargna.

Bisogna scegliere due momenti della giornata in particolare. L’alba ( fino alle 9 circa) o il tramonto (dalle 17).

Il suono dei cervi maschi riecheggia forte alle prime luci dell’alba e verso l’imbrunire, molto spesso prosegue anche durante il giorno (anche se in tono minore), ma la possibilità di avvistamento si riduce molto.

Vedere le femmine in gruppo correre sugli alpeggi e nei prati freschi del mattino, con i colori autunnali a regalarci uno scenario magnifico, sentire i maschi solitari “urlare” la loro forza e rispondersi in maniera incessante, è ciò che adoro e che ti fa dimenticare la levataccia delle 5 o il rientro a casa col buio a sera tarda.

Si può essere fotografi o solamente curiosi, amanti della natura e degli animali, la cosa più importante è la pazienza e il silenzio.

Appostarsi su un prato o fermarsi dal sentiero, aprire le orecchie e ascoltare il Bramito. Se si è fortunati poter assistere ad una battaglia per il dominio territoriale e della femmina.

Quasi come fossero dei Leoni nella Savana, i cervi in amore.

Alcune foto

Foresta Masino: Finland or Lombardia?

Nah. Welcome to Val Masino.

La Foresta Masino, a pochi minuti da Val Masino paese e San Martino ( accesso alla Val di Mello) e solo mezz’ora da Morbegno offre scenari tipici di Latitudini molto nordiche o da grandi parchi dell’ovest USA. Ci ricorda la Scandinavia.

Un percorso segnato ci accompagna attraverso la foresta, passando su ponticelli e attraversando ruscelli di acqua limpida e fresca che regala un verde brillante ad alberi, sassi e rocce. L’apoteosi del muschio.

Quasi totalmente all’ombra, con i raggi del sole che penetrano a fatica ma che regalano scorci illuminati tra il fresco della foresta. Situazione perfetta per il fotografo che ama la natura e  che ama “giocare” con il movimento dell’acqua. Sostate, piazzate il vostro cavalletto o qualsiasi cosa su cui poggiare la vostra Camera e divertitevi!

Il sentiero parte appena dopo il paese di San Martino, ci sono parcheggi e le indicazioni sono visibili a tutti. Il percorso è davvero molto bello, non solo per chi ama fotografare ma anche per una semplice e non faticosa passeggiata, con un clima sempre fresco ( seppur umido) e una sensazione di vero contatto con la natura, senza precedenti.

Qui  la mia galleria

Il Fischio della Marmotta

E’ l’animale delle mattinate calde, delle camminate lunghe, del weekend libero.

E’ il suono che più di ogni altro rompe il silenzio estivo nelle valli alpine.

La marmotta emette un grido simile a un fischio, inconfondibile anche per la sua potenza. Il suo fischio, un segnale di pericolo, è sfruttato anche da animali di altre specie, come gli ungulati, ed è per questo che la marmotta viene chiamata “sentinella delle Alpi”.

Sentirete due tipologie diverse di fischi, ad esempio un unico fischio forte indica una minaccia che proviene dall’alto, quale potrebbe essere un predatore alato tipo l’Aquila Reale o un rapace di grosse dimensioni o un uomo che scende da un pendio o da un sentiero; una serie di fischi continui segnalano un pericolo proveniente invece da lato, come la volpe o simili o un uomo che giunge lateralmente.

L’intensità del fischio fornisce indicazioni sulla distanza del probabile predatore.

Le foto che seguono sono state scattate sulle Orobie, lecchesi in Val Biandino e Alta Val Varrone e bergamasche, in Valle Inferno e Brembana.