Val Biandino: Accesso ai sogni

Se fate il sentiero a piedi da Introbio alla Bocchetta di Biandino, quando arriverete probabilmente sarete in modalità “okay finalmente siamo arrivati”.

Ecco. La risposta è “Breath and Follow me”.

Prendetevi un caffè con una fetta di Torta al Rifugio Tavecchia  ma non fatevi prendere dalla stanchezza, vi fermerete al ritorno per un buon pranzo o cena.

La Val Biandino, per me, è un po’ come la porta di mille cose da fare e vedere, bisogna aprirla e incamminarsi sempre più su. Alzate lo sguardo, prendete il Pizzo dei 3 Signori come riferimento e via.

La valle è piuttosto semplice, i primi passi sono quasi pianeggianti e comunque danno un senso di respiro e pace che non può che farvi bene.

Dalla Madonna della Neve in poi iniziamo a salire con più “decisione” e incontriamo il primo bivio. Il mio consiglio è questo. Svolta a sinistra verso il Rifugio Santa Rita e cominciamo la vera salita.

Niente di impossibile, si lascia la valle sulla nostra destra, in alto (un poco più a destra) rimane fermo li il Pizzo, quasi a comandarci da lassù. Il sentiero è percorribile agilmente, leggermente stretto tra i ciuffi d’erba (gialla) sale prima dritto tagliando il pendio e poi con qualche tornantino che permette di guadagnare metri e metri in poco tempo. Dopo un’orettina si arriva al Rifugio. Io mi concederei una seconda colazione ( le torte sono sempre buonissime da queste parti) e poi ripartirei con due possibili giri: verso il Rifugio Falc e il Lago d’Inferno oppure scendendo in costa verso il lago di Sasso per poi ad anello tornare verso la bocchetta in Biandino.

Il sentiero che va al Falc personalmente mi piace molto. Non so dirvi il perché, però mi piace. La vista cambia, cambia lo scenario, cambiano i colori, cambia più o meno tutto in pochi metri. Guardiamo verso l’Alta Val Varrone e il Rifugio Casera Vecchia  a destra abbiamo a dominarci ora il Pizzo Varrone e le sue rocce molto wild e scoscese.

Arriviamo ad un ulteriore bivio che ci porta verso destra, dopo una piccola ma rapida salita vicini ad un torrente, al Rifugio Falc e poco dopo al Lago Inferno.

Qui si incontriamo gli abitanti del luogo, chi da anni frequenta queste rocce e questi sassi, resistenti ad ogni variazione di clima e tempesta: gli Stambecchi.

Non dovrebbe esserci bisogno di grandi Teleobiettivi per immortalarli, solitamente quiete e poco infastiditi se non quando si arriva a pochissimi metri.

Da qui possiamo decidere di salire al Pizzo dei Tre Signori, di tornare verso il Santa Rita per poi scendere al Lago di Sasso oppure percorrere la bocchetta di Piazzocco e scendere al Lago stesso.

Se si torna indietro, arrivando poco prima del Rifugio si gira verso sinistra, si percorre il sentierino in costa che ci ripropone la vista sulla Val Biandino e si arriva in poco tempo al Lago di Sasso. Altrimenti, salendo verso la bocchetta di Piazzocco dal Rifugio Falc si può scendere verso lo stesso lago e da lì proseguire in entrambi i casi verso l’inizio Valle fino al Rifugio Tavecchia.

L’accesso ai sogni per me significa Rifugi, vette e animali. In questo itinerario abbiamo tutto ciò. Camosci, stambecchi, marmotte… basta aprire la porta della Valle.

Ai Laghi di Trona e Zancone in Val Gerola

La Val Gerola è una valle laterale a Morbegno e quindi facilmente raggiungibile in auto dalla Valtellina. Ci offre scenari paesaggistici magnifici. Molto alpini.

Laghi, vette, alpeggi e animali. Troviamo tutto ciò che la parola Alpi ci fa immaginare.

Questo itinerario è da fare d’estate, per godersi al meglio la sosta ai due laghetti. Forse anche un bagno al Zancone ma solo per i coraggiosi e temerari.

Partendo da Pescegallo e dal parcheggio degli impianti sciistici, si percorre un sentiero molto interessante, tra boschi didattici, alpeggi verdi, piccole baite e sempre con vista sulle vette, sia quelle Orobiche antistanti e sia le vette Retiche che si trovano dall’altro lato della valle.

La parte iniziale del sentiero è quella che preferisco, dopo circa 10-15 minuti dalla partenza si incontrano sprazzi verdi con piccoli ruscelli che scendono in valle e che regalano un’immagine di pace e tranquillità da godere in pieno.

Il Lago di Trona arriva per primo, dopo un passaggio affascinante e molto wild attraverso dei sassi e rocce sgretolati dalla montagna. Occhi aperti d’estate, le marmotte si nascondono nei varchi dei sassi.

Arrivati al lago, la cosa che più colpisce è lo scenario degli abeti e dei prati verdi che scendono verso il lago. I colori dell’acqua (blu profondo in mezzo e più chiari sulla costa) creano un contrasto perfetto per una foto di vera montagna.

Il Lago Zancone, suo fratello minore ma più alto ( circa 1900 metri di altitudine contro i 1800) ha caratteristiche diverse: troverete meno pendii direttamente sul lago ma colori molto più vivaci e trasparenti (anche a causa della minor profondità).

Questo significa che se dovrete optare per un bagno rinfrescante, quantomeno piedi e gambe (non fa mai male dopo uno sforzo) questo è sicuramente il lago più idoneo per farlo. L’acqua è fredda ovviamente ma si può sopportare. E nelle giornate di sole a quella quota ci si scalda e asciuga facilmente.