Salire al Legnoncino

La salita al Legnoncino è una delle mie escursioni preferite.

In autunno, in primavera, d’estate e persino in inverno. Ogni stagione offre scenari e paesaggi molto suggestivi e affascinanti.

Il legnoncino da lontano non suscita grandi emozioni. Insomma non è sicuramente come guardare le Grigne o il fratelo maggiore Legnone.

La bellezza di questa “piccola” montagna (1700 metri di altitudine) è sicuramente da scoprire cammin facendo.

L’itinerario che io preferisco e che pratico sempre è quello che parte dal Laghetto di Artesso, poco sopra all’abitato di Sommafiume salendo da Sueglio.

Lasciando l’auto nei dintorni del piccolo laghetto, seguiamo le indicazioni per il Rifugio Bellano. Circa 10 minuti di ascesa abbastanza ripida per raggiungere questo piccolo angolo di pace immerso nel bosco. Qui siamo a quota 1300 mt.

Proseguiamo sull’unico sentiero visibile che dal rifugio conduce ai Roccoli Lorla, seguendo un percorso immerso nel bosco e delineato da Trincee risalenti alla prima guerra mondiale. (per approfondimenti)

Lungo il sentiero possiamo ammirare scorci magnifici sul Lago di Como e sulle vette del medio-alto Lario. Bregagno, Pizzo Gino e così via.

Arrivati ai Roccoli Lorla (1400 mt) dopo circa 30-40 minuti di camminata, mai pesante e quasi sempre in falsopiano, troviamo un secondo laghetto e un secondo rifugio immerso nel bosco, prevalentemente di conifere.

Al Lago possiamo scegliere tra due itinerari, la strada militare che troviamo oltre il lago stesso e che si percorre dal parcheggio auto del rifugio oppure costeggiando il lago sulla destra (circa a metà) cercando una delle piccole tracce visibili sotto il bosco che portano verso una direttissima che raggiunge quasi la cima del Legnoncino.

Questa direttissima è pendente ma non pericolosa e in circa mezz’ora ci porta a quota 1700 mt. In allenamento anche meno.

La strada militare invece ci regala scenari e panorami verso il Legnone e l’alta Val Varrone fin verso Premana e le sue vette e si percorre in circa un’ora. Ideale per le Mountain Bikes.

La cima del Legnoncino è spettacolare. Sopratutto per la sua vista a 360 gradi sull’alto lago da un lato e la Riserva di Pian di Spagna con le vette della Val Chiavenna, sul medio e basso lago, soprattutto comasco. Sulla catena del Monte Rosa, sull’Alpe del Giumello, su parte della Val Varrone e Premana e sul fratello Legnone.

Godetevi la vista e se è soleggiato anche un clima piacevole, attenzione solamente al vento, spesso forte da quelle parti.

Gli animali che abitano il Legnoncino sono prevalentemente ungulati. Cervi, camosci e cinghiali.

I primi sono pressoché invisibili. Rifugiati nei boschi fitti della montagna. Ma durante il periodo degli amori qualche bramito si può sentire. I camosci invece sono visibili spesso dalla cima del Legnoncino guardando sulle rocce e pendii sottostanti.

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Panorama Alpe Giumello

Il panorama dall’Alpe Giumello offre scenari unici nel comparto delle Prealpi lecchesi.

L’alpe Giumello si trova a 1500 metri circa nel comune di Casargo in Valsassina ma grazie alla sua posizione offre vedute meravigliose sul Lago di Como e quello di Lugano, e tutte le vette attorno ad essi.

E’ un’escursione accessibile a tutti, si raggiunge l’alpe stessa direttamente in auto attraverso una strada asfaltata e ampia abbastanza.

Da Lecco sono circa 30-40 minuti di strada. Quindi dalla Brianza e il milanese circa un’ora o poco più.

E’ un itinerario che offre due possibile scenari. Quello della camminata semplice e prevalentemente in piano. I cosiddetti “due passi all’aria aperta” oppure quello fotografico, grazie ai colori sempre accesi e ad un panorama di notevole bellezza.

Il mio consiglio è quello di raggiungere l’alpe, parcheggiare e prendere il sentiero facilmente visibile accanto al parcheggio e dirigersi verso le piccole baite dell’alpeggio in direzione ovest.

Circa 15-20 minuti di passeggiata (superando un secondo agglomerato di baite) per raggiungere uno spiazzo (in curva) che vi farà subito innamorare grazie alla vista che vi troverete di fronte.

Buona parte del Lago di Como, Bellagio, Bellano, Menaggio e i paesi del versante comasco, le vette confinanti con la Svizzera, parte del lago di Lugano, il Monte San Primo e tanto altro.

Se avete la passione fotografica, portate con voi il cavalletto e iniziate ad immortalare gli scenari spesso mutevoli di quel paesaggio: nubi che scorrono, colori che cambiano, il calar del sole in fronte a voi che regali tramonti fantastici…una magia naturale!

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Al Rifugio Griera sul Monte Legnone

Escursione di mezza giornata per chi vive nei dintorni di Lecco, il lago e la Brianza.

Non per questo da sottovalutare.

Si parte da Pagnona, Val Varrone, tra Dervio e Premana. La salita si può percorrere interamente su strada sterrata Agro Pastorale con diversi tornanti, molti dei quali nei freschi boschi di Faggi e betulle e poi di Larici e Conifere.

Oppure si può scegliere di praticare i piccoli sentieri e tagli che si trovano tra un tornante e l’altro della salita.

Si sale a passo costante, nulla di difficile ma serve gamba e fiato perché il dislivello è comunque importante, circa 800 metri e la pendenza è quasi sempre la stessa.

Gli scenari più belli sono quando la strada nel bosco si intervalla ad alpeggi e prati verdi con vista sul Legnoncino, Legnone, Alpe del Giumello e parte di lago. Senza scordare le vette del versante di Como ( Bregnano, Pizzo Gino…).

La vegetazione è sicuramente la parte migliore di questo itinerario: molte felci nel sottobosco, tanti fiori, boschi di notevole bellezza con larici e faggi, e tanti animali da poter avvistare.

Se siete anche fortunati.

Una volta arrivati all’Alpe Campo si è praticamente arrivati alla meta. Nel periodo estivo qui pascolano centinaia di capre e altri animali (si può acquistare anche il formaggio), effettuando un duro “drittone” in mezzo ai prati e le balze dell’erba si raggiunge in pochi minuti il Rifugio Griera per godersi lo spettacolo del panorama (con vista anche sul Lago di Lugano.) in compagnia di una buona fetta di torta (ma buona davvero).

Tra marmotte , camosci e aquilotti, un luogo “vicino” ma sorprendente.